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Adobe porta la pubblicità data-driven sulla tv lineare con le Dynamic Ad Insertion

La società, attraverso la propria piattaforma Primetime, consentirà di sostituire un annuncio pubblicitario posizionato all’interno della diretta live con un altro targettizzato su uno specifico utente

di Alessandra La Rosa
06 settembre 2016
tv

Nonostante la televisione sia ormai un mezzo multiscreen resta di fatto che, ancora oggi, il televisore di casa è lo strumento più utilizzato per guardarla. Secondo una recente ricerca di Adobe, infatti, il tempo speso sulle Tv connesse è aumentato del 149% anno su anno nel secondo trimestre del 2016, posizionandosi ben al di sopra di browser e device Android e iOS.

In linea con questa tendenza, Adobe ha deciso di potenziare i propri strumenti per la monetizzazione degli spazi pubblicitari delle tv connesse, annunciando un arricchimento della propria piattaforma tecnologica video Primetime, volto a fornire l’inserimento dinamico delle pubblicità (già disponibile per i device VOD e OTT) anche nella tv lineare.

Secondo il blog post con cui la società ha dato l’annuncio, è la prima volta che una soluzione consente di modificare la pubblicità inserita in uno streaming tv lineare nei vari schermi. In particolare, sarà possibile sostituire un annuncio pubblicitario posizionato all’interno della diretta live con un altro targettizzato su uno specifico utente, senza interruzioni.

Il targeting terrà conto di diversi data point: dal tipo di device, alle caratteristiche comportamentali del pubblico, dalla segmentazione Nielsen a informazioni psicografiche. Il tutto, naturalmente, per fornire pubblicità quanto più personalizzata e rilevante per l’utente.

Alla base di queste capacità di dynamic ad insertion, un approccio ibrido che tiene conto di un inserimento dinamico server-side (dunque nel Cloud) o client-side (nei vari device). E una tecnologia potente, in grado di poter supportare i numeri della tv lineare, soprattutto in occasione di grandi eventi mediatici come le Olimpiadi, ad esempio, senza che l’erogazione dello spot risenta di ritardi o “singhiozzi”.

«La Dynamic ad insertion nell’on-demand è una tecnologia già avanzata, ma la sfida nel video live è che quando c’è un break pubblicitario, c’è un pubblico di 1,5 milioni di persone che guarda il contenuto da diversi device, e quando il break inizia ci si trova a dover erogare 1,5 milioni di pubblicità dinamiche targettizzate, oppure tornare alla pubblicità in diretta. Quindi c’è bisogno di un software molto potente, e questo è quello che Adobe offre», dichiara in proposito Campbell Foster, marketing director di Adobe Primetime.

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