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Adform filtrerà le inventory con ads.txt su DSP e SSP

La società specializzata in tecnologie per il programmatic applicherà ads.txt come sistema di filtraggio automatico di tutte le sorgenti di inventory non esplicitamente autorizzate dagli editori

di Simone Freddi
26 gennaio 2018
adform-logo

A mano a mano che cresce l’adozione del file ads.txt da parte dei publisher di tutto il mondo, diventa più concreto il suo ruolo di “standard” nell’ambito del mercato della pubblicità in Programmatic in cui cresce il bisogno di rassicurazioni sul fronte della trasparenza.

Uno dei principali provider di tecnologie per il programmatic, Adform, ha appena annunciato che, d’ora in avanti, il processo di filtraggio della sua DSP escluderà automaticamente tutti i venditori di inventory non autorizzati nei casi in cui sia presente un file ads.txt.

A partire dalla fine di gennaio, inoltre, Adform promette di escludere le richieste dei venditori non elencati nel file ads.txt degli editori direttamente all’interno della SSP. In questo modo, la società fornirà un ulteriore elemento di scrematura di tutte le sorgenti di inventory non esplicitamente autorizzate dagli editori verso i potenziali compratori, anche laddove le DSP terze non fossero ancora provviste di un proprio blocco basato su ads.txt.

Cos’è ads.txt?

Secondo lo IAB Tech Lab, che ha creato l’iniziativa, “la finalità del progetto ads.txt è semplice: aumentare la trasparenza nell’ecosistema pubblicitario programmatico”. Ads.txt, acronimo di “Authorized Digital Sellers” (venditori digitali autorizzati) è un metodo semplice, flessibile e sicuro che gli editori e le concessionarie possono usare per dichiarare pubblicamente le società che hanno autorizzato a vendere i propri spazi pubblicitari (inventory) sul digitale. In questo modo, dovrebbe essere più semplice identificare, monitorare e prevenire fenomeni che deprimono lo sviluppo del mercato del programmatic buying come l’ad fraud e le inventory contraffatte.

L’iniziativa di Adform dimostra come l’adozione di Ads.txt abbia ormai raggiunto un livello tale da poter recitare un ruolo di standard per la industry: secondo dati della stessa Adform, tra ottobre 2017 e gennaio 2018, l’implementazione dei file ads.txt da parte dei publisher è cresciuta significativamente: il tasso di adozione tra i 1000 editori principali supera o avvicina i tre quarti i tutti i Paesi principali, arrivando all’83% in Uk. In Italia il livello è al 74%.

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