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Adblock Plus chiarisce: «Non vendiamo pubblicità»

Sul suo blog, la società di ad blocking fa delle precisazioni sul funzionamento della sua nuova piattaforma Acceptable Ads Platform

di Alessandra La Rosa
21 settembre 2016
adblock-plus

Circa una settimana fa, la notizia del lancio di Acceptable Ads Platform da parte di Adblock Plus ha fatto il giro dei media di settore, diventando presto trending topic all’interno della industry digitale (leggi qui il nostro articolo).

Da allora, la notizia ha destato molto scalpore e non poche critiche da parte degli operatori della pubblicità online, con grandi nomi come AppNexus e Google, inizialmente dati per coinvolti nel progetto, che ne hanno immediatamente preso le distanze.

Le principali critiche sono state rivolte al modello di business di Adblock Plus, un’app nata per bloccare la pubblicità e che, invece, adesso apparentemente starebbe cominciando a “venderla”.

Ma proprio sul concetto di vendita, Adblock Plus si è affrettata a fare delle precisazioni. Tramite la nostra pagina Facebook, la società ci ha fatto pervenire il link a un blog post, in cui vengono chiarificati alcuni aspetti di Acceptable Ads Platform.

Tra gli aspetti affrontati, anche quello della vendita di pubblicità: “Non lo facciamo, non lo abbiamo mai fatto e non abbiamo intenzione di farlo. La Acceptable Ads Platform è semplicemente uno strumento che rende più facile per gli editori avere annunci pubblicitari non-intrusivi sui loro siti. Ciò consente ai siti, specialmente i blog di piccole e medie dimensioni, di beneficiare dell’iniziativa Acceptable Ads”.

A margine del blog post, la società risponde anche ad alcune domande e commenti degli utenti. All’osservazione di uno di loro che “fare whitelisting è una cosa, costruire un marketplace e una piattaforma è un’altra ben diversa”, Adblock Plus risponde che il progetto Acceptable Ads va avanti da 5 anni e questa novità non è particolarmente impattante per gli utenti. In realtà, precisa l’azienda: “si tratta di un miglioramento tecnologico, in altre parole invece di fare le cose manualmente, abbiamo automatizzato il processo di whitelisting. Questo aiuterà a rendere internet libero nel lungo termine e incoraggerà la creazione di annunci migliori”.

Qui il blog post completo.

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