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Adasta Media: «L’uso dei first party data sarà sempre più un driver di efficienza negli acquisti»

Secondo il CEO Simone Chizzali, il Programmatic quest’anno sarà animato da svariate tendenze, dal mobile alla trasparenza, dall’applicazione di AI e GDPR all’affermazione dell’Omnichannel

Alessandra La Rosa
23 febbraio 2019
Simone-Chizzali-adasta-media
Simone Chizzali

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Simone Chizzali, CEO di Adasta Media. Ecco cosa ci ha risposto.

Simone, quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«Il mercato sarà animato quest’anno da svariate tendenze. Innanzitutto, il 2019 sarà l’anno in cui gran parte (80% secondo eMarketer) dell’ad spend sarà mobile a discapito del desktop che è ormai un segmento che si riduce di anno in anno. Poi, penso che l’applicazione del GDPR a livello di transazioni mediate da protocollo RTB diventerà effettivamente operativa dopo un periodo medio lungo di adattamento del mercato. Ci sarà inoltre una sempre maggiore applicazione dell’Artificial Intelligence (AI) a livello auctions e per la personalizzazione di creatività dinamiche. Questo consentirà alle marche di relazionarsi nel miglior modo possibile con clienti e prospects soprattutto in ambito remarketing e lookalike.

Ancora, il tema della brand safety e della trasparenza sarà sicuramente dominante anche nel 2019. In parte regolato l’anno scorso attraverso l’uso dell’ads.txt, un file di testo che legittima le società a vendere le inventory display e video degli editori, sarà soggetto ad un ulteriore avanzamento grazie all’uso della blockchain che azzera le opportunità di ad fraud, legittima gli editori e le concessionarie a vendere le inventory e finalizza le transazioni attraverso l’uso delle criptovalute. Infine, ci sarà l’affermazione dell’Omnichannel come modalità di comunicazione delle marche con i propri consumatori. Il Programmatic consentirà di ottimizzare in fase di acquisto l’esposizione del messaggio rendendo più fluido l’utilizzo dei diversi canali di comunicazione che ad oggi sono presidiati secondo logiche spesso autonome l’una dall’altra».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Al di là di quelle che sono previsioni e trend citati nella precedente risposta, credo che nel nostro mercato, quest’anno, si parlerà ancora molto di dato e privacy ad esso connesso. L’utilizzo dei cosiddetti first party data da parte delle marche diventerà sempre più un driver di efficienza nelle logiche di acquisto e di comunicazione con clienti e potenziali tali. Processi di arricchimento e raffinazione del dato in gestione a centrali media e alla unità di trading delle stesse sono all’ordine del giorno.

Questo è direttamente collegato anche a determinate KPI che nelle industry vanno sempre più acquisendo un ruolo fondamentale. Una Viewability tra il 75 e il 100% sta quasi diventando una commodity quando si compra traffico così come il VTR in ambito video o l’interazione con la Display per stare nello standard».


Adasta Media sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

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