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Tanto ad-tech nella “Top 100 most promising companies” di Forbes

Come ogni anno, la prestigiosa rivista ha stilato la lista delle aziende non quotate a maggior potenziale negli Stati Uniti: 11 società di Programmatic si candidano a seguire le orme di Rubicon Project e Rocket Fuel

di Simone Freddi
27 gennaio 2015
The-Trade-desk-forbes
Thetradedesk.com

Ci sono diversi nomi nuovi dell’ad-tech nella lista delle “100 most promising companies” stilata da Forbes, la classifica annuale che mette in fila le 100 aziende a maggior potenziale negli Stati Uniti, tra quelle non quotate e con fatturato inferiore a 300 milioni di dollari.

The Trade Desk” si piazza nella top ten, al numero 9, seguita da Integral Ad Science al 15esimo posto. Tapad (39), LiveIntent (45), Q1Media (50), Yext (65), CPXi (69), Magnetic (76), Yellowhammer Media Group (79), Accordant Media (81), TripleLift (90), PK4 Media (97) sono a loro volta nella lista.

“La crescita dei ricavi gioca un ruolo fondamentale nella composizione della America’s Most Promising, ma non è l’unico parametro che prendiamo in considerazione”, scrive Forbes riguardo la metodologia, aggiungendo che entrano in gioco altri fattori come la crescita dei dipendenti, le idee di prodotto e i finanziamenti raccolti.

Altre aziende del programmatic adv si sono trovate ai vertici di questa classifica negli utimi anni, tra cui Rubicon Project e Rocket Fuel, entrambe le quali sono recentemente entrate con successo in borsa.

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