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Ad blocking, un terzo degli utenti lo fa per risparmiare sui dati mobile

Utilizzare un filtro pubblicitario mobile per risparmiare sulla propria disponibilità di dati è una pratica molto diffusa nei paesi in via di sviluppo e a crescita rapida, un riflesso di un’offerta di piani telefonici con dati limitati in molti di questi mercati. La ricerca di GlobalWebIndex

di Cosimo Vestito
27 giugno 2016
ad-blocking

L’ultima ricerca di GlobalWebIndex sul tema dei blocchi pubblicitari su mobile si concentra su un’altra cocente ragione per cui gli utenti scelgono di impiegare tali strumenti: il consumo di dati a disposizione.

Utilizzare un ad blocker mobile per risparmiare sulla propria disponibilità di dati è un pratica molto diffusa nei paesi in via di sviluppo e a crescita rapida, un riflesso di un’offerta di piani telefonici con dati limitati in molti di questi mercati. Alla luce di questo, non stupisce che molte applicazioni mobile popolari provenienti dalla regione APAC tendano a ricordare frequentemente agli utenti l’ammontare dei dati risparmiati grazie al loro impiego.

Gli utenti in Europa e Nord America, dove i volumi di dati sono generalmente più generosi, nutrono tipicamente maggiori preoccupazioni per la durata della batteria dei loro cellulari consumata dagli annunci.  Gli utenti europei dichiarano in oltre, primi fra tutti, di adottare gli ad blocker a causa degli annunci personalizzati basati sulla cronologia della loro navigazione.

Nonostante questo, il sovraccarico pubblicitario è effettivamente la motivazione più forte dietro questa pratica, un dato incontrovertibile per tutte le fasce demografiche.

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