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Ad-blocking, tre linee guida di DCN per editori e inserzionisti

Strumenti di feedback, limite per gli annunci premium e tempo massimo per il caricamento della pagina sono le misure promosse dall’associazione

di Cosimo Vestito
25 maggio 2016
ad-blocking

Digital Content Next (DCN), l’associazione di settore che raggruppa tra i suoi membri molte delle principali aziende mediali, ha tenuto, nel corso di questo mese, dei dibattiti con 25 rappresentanti da società come ESPN, Google e Havas Media. Il loro obiettivo è stato maturare dei consigli volti ad aiutare editori e inserzionisti a raggiungere i consumatori che sono aperti almeno a qualche forma di pubblicità piuttosto che quelli che rifiutano completamente le inserzioni.

“C’è un pubblico significativo e crescente negli Stati Uniti che adesso non può essere raggiunto dalla pubblicità, ed è necessario che esso sia parte della discussione”, ha detto Jason Kint, CEO di DCN, in una dichiarazione a Digiday. Kint ha aggiunto che, fondamentalmente, molte persone non hanno un problema con la pubblicità ma con il modo in cui è erogata.

La discussione è giunta a tre raccomandazioni specifiche che prendono spunto dalle iniziative già in atto nell’industria, come quelle dello IAB.

Le indicazioni suggeriscono che gli utenti debbano avere accesso a strumenti di commento in modo che possano rifiutare o lamentarsi per un annuncio, questa è una funzionalità già offerta dai social media Facebook e Reddit.

In secondo luogo, agli editori si consiglia di ripristinare un numero limitato di annunci premium sui siti bloccati, che è qualcosa che Forbes e altri editori fanno offrendo un’esperienza pubblicitaria leggera.

La terza raccomandazione richiede a editori e inserzionisti di impegnarsi a raggiungere un tempo standard massimo per il caricamento della pagina, cosa che Google offre già con il suo Accelerated Mobile Pages.

DCN ha inotre affermato che questo fenomeno potrebbe offrire all’industria una nuova opportunità per stabilire una nuova forma di pubblicità; per esempio, potrebbe essere usato il targeting contestuale al posto del tracciamento e le misurazioni potrebbero concentrarsi di più sul valore piuttosto che sul prezzo basso.

“Applaudiamo gli sforzi di DCN per incoraggiare un’economia editoriale e metriche migliori insieme all’ottimizzazione dell’esperienza di navigazione come modalità per mitigare gli effetti dell’ad-blocking”, ha commentato su Warc Alanna Gombert, SVP per la tecnologia e le operazioni pubblicitarie di IAB, “Incoraggiamo editori, agenzie e marketer a continuare a testare queste idee e ad adottare strategie L.E.A.N. e D.E.A.L. per creare esperienze di lungo periodo migliori per l’utente e a mitigare l’impatto nel breve termine dell’ad-blocking”.

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