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Perché gli utenti utilizzano i filtri anti-pubblicità?

Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti da Omnicom Media Group, il 45% dei rispondenti ha affermato che impiegherebbe un ad blocker per non visualizzare annunci pop-up. Il 40% si è dichiarato stanco di essere “bombardato” dagli annunci

di Cosimo Vestito
13 settembre 2016
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Gli internauti americani desiderano una navigazione che sia ininterrotta e senza interferenze e, per ottenere questa esperienza, decidono di utilizzare un’applicazione di blocco pubblicitario. Ma quali sono, nello specifico, le ragioni che muovono questa scelta?

Secondo una ricerca condotta a maggio di quest’anno da Omnicom Media Group, il 40% degli utenti internet ha dichiarato di utilizzare questo strumento perché stanchi di essere “bombardati” dalle inserzioni. Un numero maggiore di rispondenti (45%) ha detto che impiegherebbe dei filtri perché non desidera incontrare annunci pop-up. Il 44% ha affermato di associare gli ad blocker proprio con l’oscuramento dei  pop-up.

 

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Da una stima elaborata da eMarketer emerge che quest’anno e nel 2017 il fenomeno crescerà a doppia cifra. Solo nel 2016, 69,8 milioni di americani useranno un ad blocker, un salto del 34,4% rispetto allo scorso anno.

Il blocco della pubblicità è più comune sui desktop e sui laptop che sugli smartphone. Nel 2016, 63,2 milioni di persone useranno un ad blocker sui loro desktop o pc portatile, contro i 20,7 milioni che ne adotteranno uno sul loro cellulare. Infatti, il 90,5% di questi utenti bloccherà gli annunci su desktop e laptop, mentre solo 29,7% lo farà sugli smartphone.

Similmente a quanto emerso dalla ricerca di Omnicom Media Group, anche uno studio IAB, datato giugno 2016, ha scoperto che gli utenti internet stanno usando i blocchi pubblicitari perché sono infastiditi dalle inserzioni che bloccano i contenuti. Nonostante la maggioranza dei rispondenti abbia dichiarato di non utilizzare ad blocker e di non pensare di farlo nei prossimi sei mesi, un altro 36% ha affermato di averne uno installato sul proprio desktop o laptop. Inoltre, il 17% ha detto che mentre non adottava un filtro al momento dell’intervista, programmava di farlo entro i prossimi mesi.

 

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