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Ad-blocker: quattro utenti su dieci disposti a pagare per rimuovere l’adv

Secondo una nuova ricerca globale di Accenture, gli utenti a conoscenza degli ad-blocker hanno ormai raggiunto una massa critica. Il rimedio? Rendere la pubblicità meno invasiva e più personalizzata

di Cosimo Vestito
19 aprile 2016
ad-block

Una nuova ricerca globale condotta da Accenture rivela che la maggior parte dei consumatori (61%) è a conoscenza degli ad-blocker e che quattro su dieci (42%) sarebbero disposti a pagare per rimuovere le interruzioni pubblicitarie. Lo studio, pubblicato lunedì, ha sondato un campione di 28.000 consumatori in 28 paesi formulando, in aggiunta, delle previsioni di carattere generale sul fenomeno.

“I filtri anti pubblicità sono una minaccia relativamente nuova per l’industria della pubblicità digitale”, ha commentato Gavin Mann, Responsabile Globale del Settore Broadcasting, “I consumatori sono disposti, in via crescente, a pagare per i blocchi perché troppi annunci sono indirizzati male. Nel mondo odierno dei contenuti personalizzati, essere forzati a guardare una pubblicità che non ha rilevanza è una opportunità mancata, l’esperienza dà l’impressione di essere sempre più intrusiva nel prezioso tempo passato davanti allo schermo. Infatti, la semplice fuga del contenuto associata a pesanti, ripetitivi e irrilevanti pubblicità raggiungerà livelli maggiori poiché allo stesso tempo aumenta la scelta e la consapevolezza della stessa da parte dei consumatori”.

L’indagine scopre che sono specialmente i giovani consumatori ad essere a conoscenza degli ad-blocker rispetto a gruppi di persone più mature. Più dei due terzi (69%) di quelli tra i 18 e 24 anni, e quasi lo stesso numero (66%) di quelli tra 25 e 34 anni, dichiarano di essere a conoscenza di tecnologie di interruzione delle pubblicità.

Mann ha dichiarato che l’industria ha bisogno di fare tutto il possibile per rendere meno intrusive le pubblicità che compaiono sullo schermo, puntando sui processi che elaborano annunci mirati, rilevanti e interessanti. Ha esortato inoltre gli operatori a concentrarsi su creatività che possano reggiungere i consumatori.

Accenture raccomanda alle aziende del settore di investire nella trasformazione dell’esperienza e nell’interfaccia dell’utente, produzione, risorse di supporto alla post-produzione e strutture. Gli inserzionisti hanno bisogno di offrire capacità creative a valore aggiunto e servizi più robusti e personalizzati ai consumatori.

Una delle indicazioni per le aziende emerse dalla ricerca è di non investire la maggior parte delle risorse nel combattere gli ad-blocker, perché è una battaglia impossibile da vincere. La compagnia suggerisce che è più importante concentrarsi sull’evoluzione dell’intero ecosistema rendendo la pubblicità meno invasiva e più personalizzata.

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