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Media buyer: aumenta la familiarità con il Programmatic

Una ricerca di Forrester Research mette in luce l’evoluzione del rapporto tra marketer e ad-tech. Il mobile è il tema del momento, mentre tra le sfide principali c’è quella della trasparenza degli acquisti

di Alessandra La Rosa
15 dicembre 2015
programmatic-advertising

Come affrontano i media buyer l’evoluzione dei processi di media buying e il suo impatto sul livello di trasparenza e la misurazione degli acquisti degli spazi?

Una domanda a cui lo scorso anno Forrester Research ha provato a rispondere interpellando oltre 150 marketer senior responsabili della gestione di importanti budget media. Adesso, l’istituto di ricerca ha aggiornato i dati, raccogliendone di nuovi e confrontandoli con quanto rilevato lo scorso anno.

Il risultato? Il mobile programmatic è uno dei trend del momento, mentre tra le sfide principali c’è il problema della trasparenza degli acquisti, che ha portato le società a tagliare alcuni intermediari, come i trading desk.

Cresce di molto la familiarità dei media buyer con il tema Programmatic: se nel 2014 oltre la metà dei marketer non si sentiva abbastanza in confidenza con la pubblicità automatizzata da utilizzarla, adesso oltre il 43% degli intervistati ha dichiarato di usare molteplici DSP.

Un altro “hot topic” è quello del mobile: nel 2014 il regno più ampio del Programmatic era l’online display, usato dal 77% dei marketers contro il 36% di quelli che pianificavano su mobile. Quest’anno, invece, ben l’89% degli interpellati ha confermato di utilizzare DSP per acquistare mobile display. Forrester Research ha messo in luce l’importanza del mobile, come prossimo grande mercato ad adottare l’ad-tech in maniera massiccia, influenzandone molto le performance di crescita, anche in un altro suo recente report, dedicato al mercato della digital adv in Europa.

Tornando ai media buyer, la mancanza di trasparenza nella compravendita degli spazi sembra invece essere confermata nel tempo. Circa la metà degli intervistati l’anno scorso sentiva come particolarmente importante il tema, e nel 2015 solo il 28% dei player demand-side ha dichiarato di aver coinvolto altre agenzie intermediarie nei propri acquisti in programmatic.

 

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