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Il 15 febbraio al via il filtro anti-adv di Chrome. Il mercato è pronto?

Tra due settimane Google attiverà sul suo browser il blocco degli annunci che non rispettano gli standard della Coalition for Better Ads. Una mossa di cui è difficile prevedere l’esito

di Alessandra La Rosa
30 gennaio 2018
chrome-ad-blocker

Si avvicina una data che il mercato dell’advertising digitale attende con trepidazione. E’ il 15 febbraio, giorno in cui entrerà in vigore sul browser Chrome un filtro anti-pubblicità che andrà a bloccare le inserzioni considerate troppo invasive.

Ad essere bloccati dal filtro non saranno tutti gli annunci, ma solamente quelli che non rispettano gli standard della Coalition for Better Ads, consorzio di cui Google fa parte insieme ad altre grandi società e che ha fissato delle linee guida su come le aziende possano migliorare gli annunci per renderli non invasivi per gli utenti. Tra i formati segnalati ci sarabbero gli interstitial a pagina intera, i pop-up, gli annunci che riproducono automaticamente video con audio attivo o quelli che coprono parzialmente i contenuti.

Quale sarà la portata dell’entrata in vigore di questo ad blocker è difficile stabilirlo. Adblock Plus – uno tra i più diffusi software in grado di “bloccare” gli annunci pubblicitari su internet -, ha recentemente effettuato un test su 55 differenti tipi di annunci desktop, mettendo a paragone quelli che filtrerebbe Chrome, in quanto non aderenti ai criteri della Coalition for Better Ads, a quelli che filtrerebbe la sua app. I primi sarebbero solamente nove, a fronte di ben 51 bloccati da Adblock Plus.

Ma indipendentemente da quello che prospetta Adblock Plus, la industry rimane in fermento. E già alcuni editori si stanno muovendo per “ripulire” la propria inventory dai formati più invasivi. Come System24, che a partire da febbraio si doterà di una nuova politica commerciale digitale all’insegna della qualità, che tenga conto anche dell’eventuale sovraffollamento pubblicitario delle pagine e di possibili formati disturbanti per i lettori.

Intanto, per cercare di fare un po’ di chiarezza, IAB Italia ha organizzato l’1 febbraio a Milano un incontro gratuito in collaborazione con IAB Europe sui temi della Coalition for Better Ads. L’incontro, che si propone di aggiornare le parti interessate dell’ecosistema digitale sulle novità, gli sviluppi e le implicazioni pratiche che le decisioni prese all’interno della Coalition avranno a livello globale e sul nostro mercato, vedrà tra i suoi partecipanti anche i principali owner di browser.

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