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Le 10 cose che non sapevate sul Programmatic Mobile

Quello della pubblicità automatizzata su smartphone e tablet è un mondo ancora misterioso per le aziende, nonostante sia una realtà che sta sempre più prendendo piede. Ecco dieci cose da sapere

 

Sara Buluggiu, Rubicon Project
23 marzo 2016
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Sara Buluggiu

Come molte soluzioni tecnologiche per l’advertising, il marketing programmatico per il mobile è alquanto misterioso. Lo dovremmo usare? Perché i grandi marchi lo usano? Che vantaggio ne traggono? Ecco dieci cose che forse non sapevate su questa tendenza del marketing di cui si parla tanto.

1. Il Programmatic Mobile non è un mito

Molti responsabili marketing sono diffidenti nei confronti del programmatic mobile – soprattutto perché il tracking dei cookie sui dispositivi mobili non funziona così bene come sui computer fissi – e partono dal presupposto che il retargeting degli utenti mobile e del loro frammentato percorso su vari dispositivi sia impossibile. Ma come sottolinea l’Interactive Advertising Bureau (IAB), set di codici identificativi dei dispositivi, ID statistici basati su attributi dei dispositivi, tracciamento dei cookie HTML5 e tracciamento universale del login sono tutti strumenti a cui si può ricorrere per utilizzare, misurare e ottimizzare le campagne programmatiche su mobile. In altre parole, anche se può sembrare troppo bello per essere vero, il programmatic mobile è una realtà.

2. Nel 2016 probabilmente si investirà più nel Programmatic Mobile che Desktop

Gli italiani trascorrono online in media 4 ore e 5 minuti davanti a uno schermo – ma il mobile, in rapido recupero, è a 2 ore e 10 minuti. Quest’anno ci possiamo aspettare un sorpasso del mobile perché gli italiani stanno acquistando molti più smartphone che computer (vedi punto 9).

3. Il Programmatic Mobile è ideale per le campagne di branding

L’advertising su mobile non ha sofferto l’invasione di banner di scarsa qualità che ha colpito il web e viene già usato per campagne di branding di alta qualità, anche con il programmatico. La scorsa estate la Nike ha utilizzato la modalità di acquisto in tempo reale per presentare messaggi pubblicitari interattivi in 3D sui dispositivi mobili dei tifosi di calcio solo pochi secondi dopo la trasmissione in TV di importanti eventi sportivi. Secondo Google, che ha condotto la campagna, più di 2 milioni di tifosi da 200 paesi, Italia compresa, hanno creato oltre 500.000 “remix” dei loro momenti preferiti tramite il messaggio pubblicitario interattivo.

4. Il Mobile spinge le vendite

Il 44% degli italiani il mese scorso ha acquistato un prodotto o un servizio tramite computer – e il 23% lo ha fatto su un dispositivo mobile. Questa percentuale indica che nel 2016 l’m-commerce è destinato a prendere veramente piede e quindi quest’anno, ricorrendo al marketing programmatico, grazie alla possibilità di raggiungere efficacemente il target, si potranno rendere i messaggi pubblicitari più interessanti per i consumatori e spingere davvero le vendite sul mobile.

5. Il Mobile è ora il primo fra gli schermi

A lungo è stato ritenuto il terzo schermo, ma mentre gli italiani trascorrono in media 2 ore e 25 minuti al giorno davanti alla TV, trascorrono ben 2 ore e 10 minuti online con lo smartphone, che diventa quindi una componente cruciale della vostra prossima campagna programmatica.

6. Il Programmatic Mobile si può sposare ai Social Media

Non dimenticate questa combinazione vincente. Gli italiani trascorrono in media 1 ora e 57 minuti al giorno sui social media: questo è un aspetto che vorrete sfruttare tanto quanto il tempo che trascorrono sui cellulari. Questo approccio aumenta le probabilità di raggiungere il consumatore giusto al momento giusto – e sul canale giusto.

7. Il Marketing Mobile con il Programmatico è l’eden del rivenditore

Pensateci: combinando i dati sui consumatori con gli acquisti media in tempo reale si possono raggiungere i consumatori nel momento e nel luogo stesso in cui effettuano gli acquisti. I rivenditori possono beneficiare del geo-targeting per raggiungere i potenziali clienti nel momento perfetto.

8. Le dimensioni dello schermo non devono porre limiti alla creatività

I messaggi pubblicitari programmatici per mobile possono essere di tutto: immersivi, interattivi, utili. Nel cercare proposte creative per i messaggi pubblicitari su mobile, chiedetevi come sfruttare al meglio le funzionalità di uno smartphone o di un tablet e create messaggi su misura per questi mezzi di carattere molto personale.

9. E’ giunto il momento di sperimentare con il Programmatico per Mobile

È ufficiale: il numero di italiani che possiedono uno smartphone (62%) ha quasi raggiunto il numero di quelli che hanno un computer (65%). Pensate quindi a dividere equamente il vostro tempo prezioso tra l’advertising per mobile e l’advertising per desktop, perché quest’ultimo vi consente di accedere solo a una frazione dell’attenzione dei vostri potenziali clienti.

10. Non può mancare in una strategia di marketing omnichannel

Sembra ovvio, no? Ma i brand hanno la cattiva abitudine di puntare tutto sulla stessa carta e spesso le loro campagne ne risentono. Invece di privilegiare un solo canale, cercate di creare un’esperienza del marchio multi-piattaforma senza soluzione di continuità. Secondo Deloitte chi acquista molto e spesso usa molti canali, inclusi i dispositivi mobili, prima di effettuare un acquisto.

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