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Spotify, l’offerta evolve e il team si amplia: Elena Moriondo nominata Programmatic Account Director

Luca Daher, Sales Director italiano della piattaforma di streaming musicale, ci illustra la strategia ad tech della società, sempre più imperniata su dati e tecnologia

di Cosimo Vestito
09 novembre 2017
spotify

Quando si tratta di pubblicità, gli utenti «possono chiudere gli occhi, ma non le orecchie». È questo, secondo Luca Daher, Sales Director di Spotify Italia, uno dei principali vantaggi dell’audio digitale. Per la sua stessa natura, il formato offre inedite opportunità ai marchi inserzionisti perché possono comunicare con gli utenti attraverso molteplici punti di contatto.

In questo contesto, cruciale è il ruolo dei dati e della tecnologia, che la piattaforma di streaming musicale impiega per segmentare i propri ascoltatori e vendere programmaticamente il suo inventario.

Qual è lo stato delle vostre capacità di automatizzazione pubblicitaria?

«Abbiamo cominciato a costruire la nostra offerta di Programmatic audio oltre un anno fa, dopo aver attentamente valutato le opportunità offerte da questo mercato e le diverse esperienze internazionali. L’audio digitale è uno dei principali traini dell’industria pubblicitaria e ha attratto un grande interesse da parte dei clienti.

Attualmente, permettiamo di comprare spazi in formati audio solo in ambienti mobile ma siamo al lavoro per permettere ai clienti di acquistare anche su desktop. Il formato video è invece venduto in maniera automatizzata su entrambi gli ambienti.

Il nostro inventario è acquistabile in modalità private marketplace e Open RTB, introdotto in seguito ad una fase di sperimentazione. Ad ogni modo, per i benefici portati in ambito targeting e qualitativo, riteniamo che le modalità private di scambio abbiano intrinsecamente un elevato valore aggiunto».

Questi investimenti in tecnologia hanno determinato, conseguentemente, anche investimenti in risorse umane esperte in quest’ambito.

«Esattamente. Proprio perché stiamo puntando sempre di più sul programmatic e crediamo fortemente nell’innovazione e nell’automazione, siamo impegnati nello sviluppo di un team prodotto competente e qualificato.

Faccio riferimento non solo alle nomine di Marco Bertozzi e Zuzanna Gierlinska, rispettivamente Vice-President of Sales e Head of Programmatic per l’Europa, ma anche al recente ingresso nella squadra italiana di Elena Moriondo, diventata Programmatic Account Director. Elena è investita della responsabilità di guidare e coordinare tutti i nostri accordi con i partner programmatici».

Quanto sono importanti i dati per una piattaforma come la vostra?

«Il nostro servizio di streaming musicale è imperniato sui dati e proprio per questa ragione abbiamo stipulato degli accordi strategici con le principali holding pubblicitarie per massimizzare il valore delle informazioni sugli utenti, basti pensare all’intesa con Wpp Data Alliance. In questo modo, riusciamo a confezionare i giusti set di dati per soddisfare al meglio le esigenze dei marchi inserzionisti».

Come sta andando il business di Spotify in Italia?

«Siamo entusiasti di come stanno procedendo le attività nel nostro Paese, come lo siamo anche per la scelta del nostro team. Per quest’anno, abbiamo registrato ottimi risultati, in linea con quanto ci aspettavamo. Gli investimenti in programmatic audio, d’altra parte, stanno restituendo i loro frutti, senza dubbio è un segmento in forte crescita. Registriamo anche un aumento dei nostri clienti, con relativo incremento dei settori merceologici con cui collaboriamo; abbiamo anche riscontrato una crescita nei progetti speciali curati in collaborazione con i nostri partner».

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