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Due inserzionisti su tre faranno pubblicità su dispositivi ad attivazione vocale

Lo rivela un sondaggio condotto a livello internazionale, secondo cui grazie alle piattaforme di streaming musicale, alla radio online e ai podcast, il formato audio sta attraversando una fase di crescita

di Cosimo Vestito
15 marzo 2018
programmatic-audio

La sempre maggiore diffusione dei dispositivi ad attivazione vocale rappresenta un grande opportunità per quegli inserzionisti intenzionati a cogliere le opportunità offerte dall’audio digitale. Tra piattaforme di streaming musicale, radio online e podcast il formato pubblicitario audio sta attraversando una fase di crescita.

Proprio su questa tendenza ha indagato la ricerca “The Rise of the Digital Audio Advertiser”, commissionata da Global e condotta da MTM, oltre i due terzi (68%) degli investitori programmano di creare annunci specificamente per questo genere di dispositivi il prossimo anno.

Il sondaggio, che ha coinvolto 232 dirigenti di agenzie media e aziende, ha scoperto inoltre che circa il 79% degli inserzionisti e delle agenzie crede che sia fondamentale raggiungere il pubblico attraverso dispositivi audio. Le migliorate funzioni di targeting, l’ascesa delle piattaforme di streaming (54%) e dei dispositivi vocali (52%) sono le principali ragioni fornite dagli inserzionisti per aumentare la spesa in radio digitale quest’anno (84%).

Oltre al targeting, la maggior parte degli intervistati (78%) ritiene che la capacità di utilizzare creatività dinamiche renda l’audio digitale un mezzo pubblicitario sempre più attraente. Lo studio di Global ha scoperto, infine, che il 77% degli inserzionisti e delle agenzie sono d’accordo sul fatto che la pubblicità sui podcast rappresenti un’opportunità da cogliere, con il 66% degli inserzionisti che afferma che il prossimo anno compreranno spazi sui questi canali.

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