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Quante impression video “in-stream” lo sono realmente? La risposta in una ricerca

Rocket Fuel, insieme ad Integral Ad Science, ha analizzato oltre 47 miliardi di impression video categorizzate come in-stream, cercando di capire quali effettivamente lo erano. E rivelando ben poca trasparenza

di Rosa Guerrieri
06 aprile 2017
video-digital

All’interno di un gruppo di impression video, fino al 70% di quelle etichettate come “in-stream” sono effettivamente in-banner. E’ quanto rivela una ricerca di Rocket Fuel e Integral Ad Science, volta ad aiutare aziende ed agenzie a prendere migliori decisioni sugli acquisti di inventory video.

Rocket Fuel ha osservato oltre 47 miliardi di opportunità di impression video, categorizzate come in-stream da un ad exchange o da un editore, ed ha poi utilizzato i dati di IAS per determinare se le impression erano effettivamente in-stream o no. Il test è stato condotto sia su desktop che su mobile, e sia su inventory in private marketplace che su spazi disponibili in open exchange.

Lo studio ha anche registrato che le tradizionali strategie su cui tipicamente gli inserzionisti fanno affidamento per migliorare la qualità della loro inventory video non sono pienamente efficaci, incluse soluzioni come il large player targeting e i private marketplace.

«La industry ha bisogno di una nuova soluzione video per le aziende – commenta Randy Wootton, CEO di Rocket Fuel -. Abbiamo a che fare con un mercato molto poco trasparente dove parecchie altre piattaforme video non riescono a distinguere accuratamente un’impression in-banner da una in-stream». L’azienda di cui il manager è a capo, invece, grazie a una forte integrazione con Integral Ad Science, è equipaggiata per aiutare aziende ed agenzie a risolvere il problema, attraverso la possibilità di portare le loro campagne su inventory in-stream verificate da IAS.

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