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Il programmatic verso un valore di 500 milioni di euro nel 2018

L’incidenza del buying automatizzato sul totale del display advertising è passata dal 23% del 2016 al 25% del 2017. I dati dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano

di Caterina Varpi
07 giugno 2018
programmatic

Il mercato del programmatic advertising in Italia a fine 2017 vale 409 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto al 2016. Per il 2018, questo mercato incrementerà la propria raccolta, ma con un tasso più contenuto difficilmente superiore al +20%, ed il valore complessivo sfiorerà i 500 milioni di euro. Sono questi i dati emersi dal convegno “Internet media, avanti tutta, ma avanti tutti?” in cui sono stati presentati i dati dell’Osservatorio Internet Media. L’ascesa del programmatic si inserisce nella crescita dell’internet advertising nel nostro Paese, che ha un valore che sfiora i 2,7 miliardi di euro, a +13% nel 2017 mentre per il 2018 il giro d’affari dovrebbe attestarsi intorno ai 3 miliardi, con un incremento dell’11% (leggi su Engage i risultati della ricerca).

Programmatic, la crescita è trainata dal video

L’incidenza sul totale del display advertising del programmatic passa dal 23% al 25%, mentre quella sul totale internet advertising dal 13% al 15% nel 2017. Una forte spinta proviene soprattutto dagli spazi video, che sono stati venduti in maniera importante anche su queste piattaforme, e che valgono circa il 35% del mercato.

Sono diverse però le criticità legate a questo ambito. Le imprese che hanno accumulato maggior esperienza nell’implementazione di iniziative di data driven advertising, anche attraverso le piattaforme in programmatic, lamentano la presenza di potenziali asimmetrie informative all’interno della filiera nella gestione dei dati.

In generale, “la rilevanza ormai assunta dagli investimenti in Internet advertising nei budget delle imprese rende sempre più importante l’adozione di iniziative volte a favorire la trasparenza della filiera del dato e della sua gestione (data transparency). Permane infatti ancora oggi una netta divergenza in termini di percezioni sul livello di trasparenza tra investitori in advertising e operatori della filiera, in particolare riguardo a temi come viewability, ad fraud prevention e brand safety” dichiara Nicola Spiller, Direttore dell’Osservatorio Internet Media.

In un momento quindi particolarmente importante per l’evoluzione delle prospettive dell’internet advertising, vi sono temi molto rilevanti che devono essere ancora indirizzati al meglio e che attualmente rappresentano un ostacolo alla creazione di standard e currency condivise a livello di mercato.

In questo contesto si inserisce il progetto di media transparency basato su blockchain lanciato da Arkage durante l’incontro (qui la news).

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