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Programmatic Adv: ecco cosa aspettarci in Italia nel 2017

Giovanni Tricarico, Manager Platform Solutions EMEA di MediaMath, individua due principali tendenze per la industry italiana dell’ad tech l’anno prossimo

di Giovanni Tricarico, Manager, Platform Solutions EMEA, MediaMath
28 novembre 2016
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Giovanni Tricarico

Quali saranno le tendenze del mercato Programmatic in Italia nel 2017?

Secondo Giovanni Tricarico, Manager Platform Solutions EMEA di MediaMath, la industry l’anno prossimo si troverà ad affrontare due grandi temi: la ridefinizione dell’accesso all’offerta e una maggiore consapevolezza dei brand riguardo a tutti i vantaggi dell’Automated Buying.

«Dal momento che l’attività programmatic sta diventando una soluzione sempre più standardizzata in ogni piano media e che una porzione sempre più consistente del budget viene spostata verso questa soluzione d’acquisto, l’accesso all’inventory disponibile è destinato a diventare sempre più complesso e competitivo – spiega il manager -. Come è già avvenuto in mercati più maturi, il panorama italiano del Programmatic sta diventando sempre più affollato, pertanto inizieremo a vedere grandi operatori raddoppiare gli sforzi per assicurarsi un accesso ad un’inventory quanto più premium e customizzato per i propri clienti. Ad accelerare questa tendenza, assisteremo ad una maggiore adozione delle soluzioni innovative proposte dal versante delle SSP (header bidding, integrazioni dirette, gestione della chiamata diretta in programmatico, ecc.), pertanto per i media buyer sarà altrettanto imperativo valutare le piattaforme di acquisto (DSP) attraverso le loro capacità di supportare questo cambiamento trasformazionale dell’offerta».

Un’altra tendenza, secondo il manager, è invece relativa a una sempre maggiore consapevolezza da parte dei brand dei vantaggi dell’ad-tech.

«L’acquisto automatizzato – fa rilevare in proposito Tricarico – offre agli esperti di marketing degli strumenti importanti in termini di attribuzione, KPI e targetizzazione e misurazione specifiche delle audience, altrimenti non disponibili attraverso i canali standard. Man mano che i vantaggi del programmatic emergeranno con maggiore chiarezza, la conoscenza e le aspettative dei clienti evolveranno naturalmente. Il 2017 rappresenterà quindi una svolta in termini di consapevolezza dei CMO italiani riguardo alle opzioni di acquisto di cui dispongono in termini di programmatic media. Se da una parte questa domanda crescente in termini di trasparenza, aspettative e standard potrà costituire un ostacolo per il modello di business delle agenzie – tipico del panorama pubblicitario italiano – dall’altra, rappresenterà anche una grande opportunità per le agenzie per poter acquisire un vantaggio competitivo avvalendosi di competenze specifiche, investendo sulla formazione interna e l’offerta di soluzioni su misura».

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