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Monetizzazione in Programmatic, ecco le principali sfide degli editori

Nonostante l’automatizzazione pubblicitaria sia in crescita nell’industria, alcuni publisher incontrano difficoltà a generare ricavi adeguati da questi canali. I dati in un sondaggio

di Cosimo Vestito
30 gennaio 2017
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Com’è noto, la popolarità della pubblicità programmatica sta crescendo, soprattutto tra gli inserzionisti americani. eMarketer prevede che gli investimenti nel segmento display cresceranno di oltre il 26% nel 2017, raggiungendo quasi i 31 miliardi di dollari.

Tuttavia, anche se la domanda da parte di marchi e compratori di media aumenta, molti editori incontrano difficoltà nella gestione, nella fissazione del prezzo e nella vendita di questa tipologia di inventario, il che comporta ricavi più bassi del previsto.

Ad ottobre 2016, un sondaggio di Operative, condotto tra editori americani, ha evidenziato proprio queste problematiche. È emerso che metà dei rispondenti ha ottenuto ricavi pubblicitari da inventario automatizzato per una quota inferiore al 5%, mentre tre quarti degli intervistati hanno dichiarato che il 25% o meno dei propri ricavi proviene da questo metodo di vendita.

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Quando è stato chiesto ai partecipanti di nominare i fattori che determinano i flussi ridotti, molti editori hanno identificato il prezzo come fattore cruciale, è stato infatti sostenuto che l’inventario “diretto” è venduto secondo tariffe molto più alte rispetto alle unità programmatiche. Le cause all’origine della depressione di prezzi sono da ricercarsi nella mancanza di competenze di vendita, 24,6% degli individui ha dato questa risposta, e nell’inferiore qualità dell’inventario programmatico (21,2%).

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