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Programmatic, i marketer richiedono ambienti “brand safe”

Secondo una ricerca, l’81% di agenzie e inserzionisti considera una priorità assoluta garantire la sicurezza del proprio marchio. Raggiungere il pubblico in obiettivo è il fattore determinante per guidare l’acquisto di spazi pubblicitari

di Cosimo Vestito
09 marzo 2017
brand safety

Frodi, notizie false, sicurezza del marchio e trasparenza costituiscono le maggiori preoccupazioni di quanti comprano spazi pubblicitari in Programmatic in modalità open exchange.

Lo afferma una ricerca condotta da Trusted Media Brands, che ha preso in considerazione le opinioni di agenzie e marketer a riguarda dei processi di acquisto automatizzati di annunci. Il sondaggio eseguito dall’editore è stato commissionato da Advertiser Perceptions in gennaio e ha coinvolto oltre 300 agenzie e marketer clienti provenienti dall’Advertiser Perceptions Omnibus Panel.

I risultati rivelano che l’81% delle agenzie e dei professionisti intervistati considera, in ambito di targeting, una priorità assoluta assicurare un ambiente “brand safe” per la pubblicità. D’altra parte, il 71% dei rispondenti ha affermato che è difficile garantire la sicurezza del marchio mentre si acquista in Programmatic attraverso transazioni aperte.

Dal documento sono emersi ulteriori dati rilevanti:

  • Quando si compiono decisioni di acquisto, i fattori più importanti per i marketer sono il raggiungimento del pubblico in obiettivo (scelto dal 64% dei rispondenti), la viewability (54%) e la collocazione in un ambiente sicuro per il marchio (46%)
  • Raggiungere la giusta audience rappresenta la più ardua sfida per i compratori, ma anche la trasparenza è stata segnalata come un problema condiviso, il 42% dei marketer che ha dichiarato che la trasparenza del Programmatic crescerà nel prossimo anno
  • Il 78% dei partecipanti ha affermato che il raggiungimento del pubblico in obiettivo è il fattore più importante per guidare l’efficacia delle campagne, seguito dalla creatività (68%) e dagli ambienti “brand safe” (64%)
  • Metà degli inserzionisti intervistati ha dichiarato che aumenterà la spesa in audience data targeting
  • Oltre la metà dei rispondenti ha sostenuto di non ravvisare miglioramenti nella trasparenza del Programmatic.

 

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