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Il programmatic raggiunge il 30% dei budget media digitali

A rivelarlo una ricerca globale condotta dalla World Federation of Advertisers e DataXu. La maggior parte degli inserzionisti continua a puntare sui nuovi canali, come televisione e out-of-home automatizzati

di Cosimo Vestito
13 febbraio 2018
programmatic

Nonostante le crescenti preoccupazioni riguardanti la sicurezza del marchio online, le frodi pubblicitarie e l’opacità delle pratiche media, a livello globale il programmatic costituirà oltre un quarto degli investimenti in media digitali nel biennio 2017/2018.

Lo rileva una ricerca della World Federation of Advertisers e DataXu, condotta a novembre e dicembre dello scorso anno su 28 grandi aziende, totalizzanti una spesa in marketing di oltre 50 miliardi di dollari. Nel dettaglio, l’automatizzazione pubblicitaria segnerà un +11% raggiungendo una quota del 28%, un aumento significativo rispetto ad una quota del 17% relativa all’anno precedente.

Emergono dal documento anche altri dati rilievo, ossia che l’86% dei rispondenti sta dando priorità a nuovi formati programmatici, come la televisione avanzata e il digital out-of-home, di cui il 77% aumenterà la spesa su questi canali.

Lo studio della WFA ha scoperto che è il Nord America la regione che spende di più in programmatic, con il 31% dei budget digitali allocati nel biennio 2017/2018. I mercati meno inclini all’acquisto automatizzato sono America Latina e Cina, che stanno investendo entrambi il 20% della spesa pubblicitaria complessiva.

Mentre i timori relativi alla sicurezza del marchio, alle frodi pubblicitarie e all’opacità continuano ad affliggere i marketer, il sondaggio ha rilevato che il 45% dei rispondenti pensa di avere già un rapporto pienamente trasparente con i partner programmmatici. Un altro 41% ha dichiarato che aumentare la trasparenza con i partner programmatici è una priorità per il 2018.

In ultimo, l’arrivo imminente del GDPR ha determinato che l’83% dei rispondenti ha considerato prioritaria la conformità alle nuove norme e solo il 10% ha dichiarato di non aver preso in considerazione l’adeguatezza del loro programmatic.

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