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Netaddiction, il 10% della raccolta è in Programmatic: «Tra i primi ad automatizzare tutta la nostra inventory»

L’editore nativo digitale italiano ha l’obiettivo di aumentare significativamente la sua base utenti raggiungendo al contempo nuove industrie di riferimento per le proprie testate. L’intervista al Direttore commerciale, Daniele Gulti

di Cosimo Vestito
13 febbraio 2017
Daniele-Gulti-Netaddiction
Daniele Gulti, Direttore commerciale Netaddiction

Netaddiction festeggia nel 2017 i suoi 18 anni. L’editore italiano nativo digitale ha chiuso il 2016 confermando una crescita di fatturato che ha superato di poco i 10 milioni di euro, registrando un incremento del 40% dei ricavi, incentivato dal Programmatic e dall’aumento degli investimenti pubblicitari nelle aree Food&Beverage e Cinema.

In particolare, spiega il Direttore commerciale, Daniele Gulti, l’anno scorso l’automatizzazione ha pesato per il 10% circa sulla raccolta delle otto testate del gruppo: un risultato dovuto alla buona perfomance della vendita in reservation, che sui profili verticali mantiene una grande importanza: «Nel 2017 abbiamo obiettivi ambiziosi e per questo stiamo lavorando a un aumento importante delle utenze e a un ulteriore espansione delle industrie di riferimento. In particolare, lo sviluppo di Bigodino.it e di HDMotori.it e il verticale sul food ci permetterà di poter dire la nostra in ambito femminile e nell’automotive».

L’offerta di programmatica di Netaddiction, che ad oggi ha gestito in quasi totale autonomia le transazioni, attivando collaborazioni esterne solo su una parte della componente mobile, si basa sulla competizione dei prezzi, l’editore tiene inoltre a precisare di essere stato tra i primi operatori a lavorare sulle piattaforme e a mettere a disposizione tutta la sua inventory.

Programmatic, le sfide e le opportunità secondo Netaddiction

«Abbiamo fin da subito proposto i nostri migliori posizionamenti pubblicitari e non ci siamo limitati a lavorare sull’invenduto o su posizioni residuali. Purtroppo, almeno negli ultimi due anni, il prezzo di acquisto in Programmatic non ha rispettato le aspettative proponendo agli editori dei margini notevolmente più bassi della modalità reservation. I tempi però stanno cambiando e stiamo osservando un rialzo del prezzo medio. Questo ci fa ben sperare per il futuro», ha aggiunto Gulti.

L’automatizzazione della compravendita di spazi resta ancora oggetto di dubbi e incertezze da parte degli editori digitali. Secondo Gulti, il mercato non è stato ancora in grado di compensare le criticità a cui sarebbero andati incontro le testate online.

«Per quanto riguarda l’RTB puro l’evidente beneficio è quello di poter essere visibili da tutti i clienti del mondo. In merito al Programmatic, il vantaggio maggiore è derivato dal fatto che il compratore ha l’intero controllo della spesa e delle performance relative alla campagna. Questa perdita di potere da parte dell’editore sulla propria inventory dovrebbe essere ricompensato da CPM se non maggiorati almeno in linea con la reservation. Non abbiamo ancora assistito a questo cambiamento ma siamo fiduciosi per il futuro. Le criticità riguardano primariamente problematiche tecniche. Siamo ancora lontani da una consapevolezza totale sull’argomento e spesso i problemi tecnici impattano sul lavoro di relazione antecedente ad un accordo, inficiandone il risultato finale e la spesa relativa», ha concluso il direttore commerciale di Netaddiction.

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