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Migliori misurazioni sono necessarie per accrescere gli investimenti in programmatic

Il 90% dei marketer sarebbe disposto a spendere di più in automatizzazione pubblicitaria se si avesse la certezza di avere metriche più accurate. Lo dice una ricerca di Infectious Media

di Cosimo Vestito
30 marzo 2018
integral ad science-misurazioni

Non è nei confronti del programmatic che gli inserzionisti nutrono dubbi e preoccupazioni, bensì verso l’attuale modello di misurazione adottato dalla maggior parte dell’industria pubblicitaria digitale.

Riporta Infectious Media in una ricerca che, infatti, il 90% dei marketer sarebbe disposto a investire “leggermente” o “significativamente” in automatizzazione se si avesse la certezza di avere migliori metriche.

La questione, con tutte le problematiche relative, emerge nettamente da un ulteriore dato: il 66% dei rispondenti l’ha definita “estremamente” o “molto” sfidante, considerando che la maggior parte delle aziende che si affida ancora sui click per comprovare il successo delle loro campagne.

Tutto ciò ha alimentato la richiesta di una riforma radicale delle misurazioni, con il 53% degli inserzionisti coinvolti nel sondaggio che dichiarano di cercare attivamente soluzioni alternative a quelle in uso.

Dal nostro studio è chiaro che le aziende stanno realizzando il fatto che il modello di misurazione su cui hanno fatto affidamento per le loro campagne programmatiche è malfunzionante e, come risultato, la spesa in pubblicità digitale è frenata. I marchi esigono che le agenzie dimostrino maggiore impegno nel miglioramento del sistema. Sfortunatamente, molti operatori si sono accontentati della facile opzione di spendere i soldi degli inserzionisti su un inventario a basso prezzo, che incontra obiettivi di click senza però considerare i rischio legati alle frodi o ad uno scarso ROI”, ha commentato Martin Kelly, Chief Executive e Co-fondatore di Infectious Media.

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