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La pubblicità in contesti editoriali di qualità è più efficace, secondo una nuova ricerca

Lo studio, promosso dal World Media Group e condotto da Moat e Saas Analytics, dimostrerebbe che il bacino digitale di spazi pubblicitari degli editori premium garantisce agli inserzionisti performance superiori

di Andrea Di Domenico
21 maggio 2018
Contesto-adv

In un’era in cui è sempre più facile raggiungere l’audience di riferimento delle campagne pubblicitarie in modo fluido, senza dovere per forza rivolgersi a specifici editori, grazie al programmatic, il contesto in cui una campagna è effettivamente visualizzata ha un peso nel determinarne l’efficacia? Una nuova ricerca rafforza questa tesi, sostenendo che gli annunci sono più performanti quando vengono visualizzati in contesti editoriali di alta qualità e attendibilità.

A rilasciare lo studio è stato il World Media Group, associazione che mette insieme prestigiosi brand editoriali come Bloomberg Media Group, The Economist, Forbes, Fortune, National Geographic, il New York Times, il Wall Street Journal, il Times, il Washington Post e Reuters.

Secondo il rapporto, rilanciato da AdWeek e svolto dai due istituti indipendenti Saas Analytics e Moat, il bacino digitale di spazi pubblicitari di tutti i brand editoriali sopracitati hanno superato i benchmark qualitativi di Moat in una quota compresa tra il 16 per cento e 73 per cento nel 2017.

“Speriamo che marketing, inserzionisti, l’intero ecosistema tornerà a dare la giusta considerazione alle piattaforme giornalistiche”, ha detto Rupert Turnbull, vice president EMEA e LatAm di Meredith, il gruppo che possiede Times e Fortune. “La ricerca”, ha commentato il manager “conferma qualcosa che istintivamente sappiamo. Le campagne funzionano meglio, in generale, quando la considerazione del contesto è inclusa nella pianificazione della campagna e nella pianificazione dei media“.

Diversi i dati che avvalorano il ruolo del contesto. Per esempio, la quantità media di tempo che un lettore era sulla pagina con la finestra la finestra del browser “in focus” è risultato del 72% per cento più superiore ai valori di riferimento fissati da Moat. Inoltre, il periodo di tempo in cui gli annunci pubblicitari testati sono stati attivi e in-view è stato 51 per cento superiore ai benchmark.

“Abbiamo avuto molto successo nella creazione di contenuti, perché un sacco di marchi vengono da noi per questo”, ha aggiunto Rupert Turnbull. “Ciò che la ricerca dimostra è che in realtà, l’attenzione per gli editori di qualità non dovrebbe valere solo per il branded content, ma per l’advertising in generale.”

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