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L’industria digitale vota la sua parola dell’anno: è “Trasparenza”

Dopo “content marketing” per il 2015 e “programmatic” per il 2014, i grandi inserzionisti indicano un tema fra i più delicati, verso cui si sono orientate numerose iniziative e discussioni promosse dagli operatori del settore

di Cosimo Vestito
13 dicembre 2016
trasparenza

“Trasparenza” è stata votata “parola dell’anno” per il 2016 dai membri dell’Association of National Advertisers.

È il terzo anno consecutivo in cui l’ANA intervista gli inserzionisti che raggruppa al fine di individuare uno specifico termine ritenuto fondamentale per l’industria, nel 2015 era stato “content marketing”, “programmatic” aveva ottenuto più preferenze nel 2014.

La scelta, fa notare Mediapost, non dovrebbe destare particolari sorprese data la mole di azioni e discussioni sviluppatesi attorno a questo tema, inclusa la pubblicazione da parte dell’ANA stessa di uno studio dedicato condotto da K2 Intelligence.

La trasparenza è stata anche argomento centrale nello sviluppo, nei dibattiti e nelle pubblicazioni di altre settori; si relaziona, infatti, alla pubblicità ma anche alle frodi nell’acquisto di media e persino elezioni presidenziali americane.

Sono stati 267 i responsi ricevuti dall’associazione in questo sondaggio. A “trasparenza”, hanno fatto seguito “customer experience”, “content marketing”, “influencer” e “programmatic”.

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