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Inventory fraudolente, da IAB Tech Lab arriva un nuovo strumento

Si chiama ads.txt ed è un indice di venditori autorizzati. Gli editori possono attaccarlo ai loro domini consentendo agli advertiser di individuare spazi fake

di Alessandra La Rosa
18 maggio 2017
fraud

Quello delle inventory fraudolente è un tema caldo della pubblicità digitale, e ancor di più del mercato programmatico. Per combatterlo, IAB Tech Lab ha realizzato un nuovo strumento: si chiama ads.txt e il suo obiettivo è quello di eliminare il mercato sotterraneo di inventory prevenendo la vendita di impression contraffatte o non autorizzate nelle transazioni in Programmatic.

Nella pratica, si tratta di un indice preformattato di venditori autorizzati che gli editori possono attaccare ai loro domini consentendo agli advertiser di individuare inventory fake. Uno strumento che, come spiega Alanna Gombert, Senior Vice President Technology and Ad Operations di IAB e General Manager di IAB Tech Lab, può «individuare, tre le inventory digitali, sia i “Rolex taroccati” sia le “borse di lusso che sono cadute dai camion”. Con l’introduzione di questo semplice strumento di sicurezza della supply chain, non ci saranno scuse per le impression fraudolente che esistono nel nostro ecosistema».

Fino al 19 giugno l’associazione raccoglierà commenti e feedback sulla soluzione, che saranno poi analizzati dal gruppo di lavoro OpenRTB di IAB, responsabile del suo sviluppo. La versione finale di ads.txt raccoglierà ogni necessaria revisione.

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