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Google punta a far diventare la tecnologia delle AMP uno standard “open”

Nella nostra rassegna anche le ultime notizie riguardanti due grandi editori: New York Times e Newsweek Media Group

di Alessandra La Rosa
09 marzo 2018
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Nella rassegna di oggi parliamo di Google e di due editori internazionali: il New York Times e Newsweek Media Group.

Google punta a far diventare la tecnologia delle AMP uno standard “open”

Google ha annunciato oggi di voler portare il progetto delle sue Accelerated Mobile Pages (AMP) al di fuori dei suoi confini, rendendolo uno standard utilizzabile da tutti. Se da un lato le AMP sono uno strumento apprezzato dagli utenti, che vedono caricare le pagine internet in maniera più veloce, dall’altro lato sono spesso viste dagli editori come l’ennesimo “walled garden”, in quanto per potere usifruire di prestazioni veloci su mobile i contenuti devono essere caricati su domini Google. Adesso la società ha dichiarato di star provando a convincere le associazioni deputate alla creazione degli standard digitali ad adottare la tecnologia alla base del funzionamento delle sue AMP, rendendola un framework di riferimento utilizzabile per tutte le pagine internet. Leggi di più su The Verge.

Vendita in Programmatic o diretta? Stesso team per il New York Times

E’ finita l’era della distinzione tra programmatic e non-programmatic. Almeno nei team vendita degli editori. Il New York Times ha recentemente assorbito la propria squadra dedicata al programmatic all’interno del suo team vendite generale. L’idea è quella di formare tutti i membri della squadra commerciale sulla vendita automatizzata, in modo che siano capaci di vendere qualsiasi tipo di formato pubblicitario della testata a qualsiasi tipo di inserzionista. Leggi di più su Digiday.

Inventory fraudolente, Newsweek Media Group sotto i riflettori

Tempi difficili per Newsweek Media Group. DoubleVerify avrebbe identificato, all’interno di alcune property dell’editore, un codice fraudolento capace di impedire a società di misurazione terze di determinare in maniera accurata la viewability di un annuncio durante la navigazione. L’editore ha dichiarato di aver prontamente rimosso il codice dai propri siti, e di avere anche licenziato due dipendenti legati alla faccenda. Intanto però alcune piattaforme di vendita, come AppNexus e SpotX, hanno deciso di interrompere i loro rapporti con il gruppo. Leggi di più sul Wall Street Journal.

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