Main partner:

Fake news e pubblicità, la risposta di Clickio a La Repubblica

La nota ufficiale con cui Clickio risponde all’articolo pubblicato da la Repubblica, in cui l’attività della società viene messa in relazione con il fenomeno delle “bufale”

di Articolo sponsorizzato da Clickio
06 dicembre 2017
logo-clickio-600x400

La Repubblica ha recentemente pubblicato un articolo riguardante l’industria delle “fake news”, in cui gli interessi di alcune società pubblicitarie vengono collegate al fenomeno delle “bufale”. Clickio, una delle aziende citate nel pezzo, ha acquistato questo spazio su Programmatic Italia per rispondere con un comunicato ufficiale, ritenendo i motivi del coinvolgimento della società nell’articolo “completamente inventati”.

“Clickio è una piattaforma di ottimizzazione pubblicitaria – afferma nella nota Jacopo Gerini, Direttore Commerciale di Clickio -. Il nostro lavoro è quello di aiutare publisher indipendenti nel mondo a migliorare le loro strategie di ottimizzazione. La nostra piattaforma aggiusta dinamicamente i prezzi nei vari ad exchange, fornendo formati smart che migliorano la viewability, la user experience e che testano diversi tipi di layout.

L’azienda ha iniziato il suo cammino in Russia come ramo di AdLabs, un’agenzia di marketing digitale (non la più grande come specificato da Repubblica). Successivamente Clickio è stata separata ed è diventata un’azienda indipendente, quando il suo fondatore Alexander Azarov ha deciso di spostarsi a Londra per sviluppare il mercato internazionale. Al momento, Clickio è un’azienda globale e collabora con centinaia di publisher in Europa, Nord America e America Latina.

Nell’articolo recentemente pubblicato da la Repubblica.it, i due giornalisti narrano come una fonte anonima confermi che Clickio abbia il ruolo di suggerire ad alcuni dei suoi publisher di scrivere o trattare contenuti riguardanti temi particolari, e in cambio offrirebbe tariffe superiori ai propri concorrenti.

Con questo articolo vogliamo dunque specificare che questa informazione è una fake news, è totalmente falsa!

In realtà, Clickio e i suoi dipendenti sono puramente esperti di advertising e dunque non hanno alcun interesse nella creazione dei contenuti. Noi crediamo nel lavoro dei nostri editori tanto quanto crediamo nel nostro expertise nel programmatic advertising. Lavoriamo con siti di tutti i settori, e il settore news conta solo un valore inferiore al 10 % dei nostri ricavi. Dunque una somma abbastanza insignificante.

L’articolo de La Repubblica sembra invece suggerire – in modo non troppo velato – una relazione tra la nostra società e le fake news, cosa assolutamente non vera.

Mentre è vero che i nostri publisher possono avere un aumento medio del 20-40 %: questo aumento è dato da un miglioramento dei posizionamenti pubblicitari e dalla nostra strategie di pricing nei principali ad exchange. Clickio non acquista impressioni o traffico né per se stesso, né per terzi o per alcun tipo di contenuti.

Il mantenimento di un network pulito che rispetti le norme del brand safety rimane la principale priorità per noi. Riceviamo un alto tasso di domanda dai publisher, e al momento abbiamo un tasso di rifiuto del 78% per via della bassa qualità di tale domanda. Abbiamo un dipartimento dedicato alle policy che controlla costantemente tutti i siti nuovi e quelli correnti. Come azienda abbiamo investito anche tantissime risorse per creare un sistema di Brand Safety automatizzato (Safecontent.io).

Ad ogni modo, siamo totalmente d’accordo con La Repubblica sul tema delle fake news, in quanto questo fenomeno negativo continua a creare delle sfide in continua evoluzione e il mercato dell’advertising deve rispondere in maniera forte. Per questo motivo, stiamo creando un team separato che verifichi l’attendibilità delle notizie, che includerà degli esperti del settore, in maniera tale da identificare e segnalare tali violazioni agli organi di competenza”.

In conclusione, Clickio ha raccolto le testimonianze di alcuni dei suoi publisher, che pubblichiamo di seguito.

Gaetano Abatemarco, Chimerarevo.com: “Delegare il mio advertising a Clickio è stata una delle scelte più sagge della mia carriera: un team serio e preparato che ha saputo incrementare i miei guadagni. Io dovevo solo badare ai contenuti del mio sito senza pensare ad altro: Clickio, invece, pensava a come ottimizzare le entrate. Un connubio vincente, una scelta che rifarei”.

Angelo Greco, Laleggepertutti.it: “Clickio è il partner più serio e affidabile con cui la nostra testata giornalistica abbia collaborato da quando esiste. Di fatto, la società, anche per bocca del suo direttore generale Jacopo Gerini, ha sempre fornito consulenza a laleggepertutti.it al fine di migliorare la user experience e non presentare banner troppo invasivi. L’intento di Clickio, condiviso dalla nostra società, è innanzitutto volto alla soddisfazione del lettore, sia in termini di qualità di contenuti che di leggibilità”.

Mario Notaro, GreenMe.it: “Ricevo dalle 2 alle 4 proposte mensili di ottimizzazione di inventario, con promesse di pagamenti molto superiori a quelli che ricevo da Clickio. Io li ho scelti quasi per caso mentre cercavo un partner per il sito brasiliano e ne sono soddisfatto, anche perché hanno sempre fatto quanto richiesto e non viceversa. Sono sorpreso e divertito da certe affermazioni lette su la Repubblica”.

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter