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Facebook potenzia il retargeting: gli algoritmi “ascolteranno” anche interessi e intenzioni degli utenti

Il social estende lo strumento Dynamic Ad: ora sarà possibile intercettare le persone che si sono dimostrate interessate a un prodotto anche su siti e app di altri brand

di Alessandra La Rosa
10 gennaio 2017
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Fare retargeting su persone che hanno visitato il sito del proprio competitor? Su Facebook adesso è possibile.

Due anni dopo aver lanciato il retargeting, inizialmente rivolto ai soli utenti che avevano visitato il sito dell’inserzionista in passato, la piattaforma di Zuckerberg estende adesso la funzione anche a quelle persone che hanno visitato siti e app di altri brand o che di quegli altri brand sono follower sul social network.

La novità è inerente al prodotto Facebook Dynamic Ad, che grazie ad essa potrà andare ben oltre le funzioni base del retargeting. Gli inserzionisti che utilizzano la soluzione, infatti, potranno ad esempio promuovere un automobile non solo a quelle persone che hanno visualizzato il prodotto sul loro sito, ma anche a chi ha cercato una vettura della medesima classe su un altro sito, o che segue una pagina Facebook dedicata alle quattro ruote: in altre parole, a chi ha interagito con property simili sul web (ovviamente si parla di siti che consentono a Facebook di tracciare la loro audience) o sul social network.

L’aggiornamento di fatto estende il retargeting a consumatori potenziali sulla base dei loro interessi e delle loro intenzioni, invece che solo sulla loro navigazione online.

Una novità molto interessante per gli inserzionisti, che non solo adesso sono in grado di raggiungere nuovi possibili consumatori, ma che potenzialmente possono intercettare anche quelle persone che visitano le property della loro concorrenza, o che magari in qualche momento sono stati sul punto di comprare un prodotto dei competitor.

In ogni caso, l’inserzionista non potrà decidere direttamente di indirizzare la propria campagna a chi ha visitato il sito di un altro brand. Piuttosto, l’interazione con quel marchio sarà usata dagli algoritmi di erogazione delle campagne di Facebook per stabilire quali utenti sono più interessati a visualizzare un determinato annuncio.

Le aziende che vorranno evitare che i propri competitor possano intercettare i loro prospect, potranno farlo solo rinunciando ad utilizzare Dynamic Ads, rimuovendo il codice di tracking di Facebook dal loro sito, e disabilitando la capacità di Facebook di registrare l’utilizzo di app attraverso la sua applicazione mobile. E coloro che vorranno continuare a fare retargeting soltanto sugli utenti che hanno interagito con il loro sito o app, potranno farlo attraverso lo strumento di acquisto di pubblicità di Power Editor di Facebook, o attraverso tool di terze parti che utilizzano l’API pubblicitaria del social network.

L’estensione di Dynamic Ads sarà inizialmente attiva per i retailer e i brand di ecommerce degli Stati Uniti, ma nei piani c’è quella di estendere la sua portata a nuovi Paesi e nuovi settori nel corso dei prossimi mesi.

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