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Investimenti, strategie, frodi e trasparenza: i dati di IAB sulla pubblicità automatizzata in Europa

Anche nel Vecchio Continente aziende ed editori sembrano aver definitivamente compreso l’impatto a livello di business dell’ad tech

di Alessandra La Rosa
27 novembre 2017
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Qualità delle inventory e trasparenza sulle fee restano i principali freni per il programmatic, in un mercato – in crescita – in cui aziende ed editori hanno definitivamente compreso l’impatto a livello di business della pubblicità automatizzata al di là dell’efficienza, e in cui le strategie in-house sono sempre più diffuse. Sono alcune delle evidenze emerse dal report Attitudes to Programmatic 2017 di IAB Europe, giunto alla sua terza edizione.

I dati dello studio, effettuato su 31 Paesi europei Italia compresa, rivelano che tra i principali contributi del Programmatic al business delle società c’è, lato domanda, una migliore reportistica e controllo delle campagne, e lato vendita un maggiore controllo delle inventory, che hanno scalzato altri temi come i costi più bassi degli spazi e l’efficienza dei processi di trading.

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Inoltre, mentre il programmatic si conferma particolarmente utilizzato in ambito display e mobile, il video è in rapida crescita in termini di adozione.

Quanto alle “barriere” a un maggiore utilizzo della compravendita automatizzata, ai primi posti si piazzano brand safety e frodi, mentre la questione viewability scende in classifica rispetto allo scorso anno. Un’altra preoccupazione per gli advertiser sono anche i compensi degli intermediari lungo la catena del valore.

Un ulteriore tema che emerge dalla ricerca è quello del Programmatic in-house. La messa a punto di strategie ad tech “in casa” è un fenomeno in aumento: attualmente un quarto degli advertiser utilizza modelli in-house, in confronto al 16% di un anno fa, e il numero di aziende che delegano all’esterno la gestione delle operazioni è diminuito.

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Un trend che non tocca solo gli inserzionisti, ma anche gli editori.

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Trend che caratterizzano un mercato che è comunque in crescita, e che continuerà ad esserlo: la maggior parte delle società coinvolte nel report ha affermato che conta di aumentare ulteriormente le attività in programmatic nell’anno a venire.

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