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Cos’è la Blockchain e come viene utilizzata in ambito ad tech?

E’ una tecnologia sempre più usata nel mondo pubblicitario. Il Sales Specialist, Advertising Solution Leader di Adobe ci spiega quali sono i suoi benefici per aziende, piattaforme ed editori

di Pierpaolo De Vita, Sales Specialist, Advertising Solution Leader di Adobe
17 luglio 2017
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Pierpaolo De Vita

Si sente parlare molto negli ultimi mesi di cryptovalute e della tecnologia che ha permesso il loro sviluppo e ne garantisce la stabilità; ma cos’è effettivamente la Blockchain?

Per semplificare la comprensione possiamo immaginare la Blockchain come un registro pubblico dove le transazioni sono registrate e confermate in modo anonimo. È un record di eventi condivisi tra molte parti, ed una volta immesse le informazioni, non può essere modificato.

Le cryptocurrencies, come bitcoin, sono valute che esistono esclusivamente in digitale, quindi possedere queste monete non reali comporta una nuova idea di “proprietà”. Non lo hai letteralmente nelle tue mani, né addirittura sul tuo conto bancario, ma hai la possibilità di trasferire “la proprietà” a qualcun altro semplicemente creando un record nella blockchain. Piuttosto che utilizzare le fatture, il tuo trasferimento è fatto puramente da dati.

A causa della sua natura aperta, il sistema non è gestito da server proprietari, ma da nodi distribuiti. Questi nodi hanno tutti una copia dell’intero blocco. I nodi continueranno a funzionare, sincronizzando le proprie copie della catena con quelle di altri utenti. Distribuendo copie e accesso, la catena non può semplicemente scomparire. È un sistema decentralizzato, robusto e sicuro.

Senza la tecnologia Blockchain, i Bitcoins potrebbero essere contraffatti facilmente; l’innovazione critica della tecnologia blockchain è l’utilizzo di un meccanismo di consenso, su più entità, per creare un registro immutabile e distribuito – una trascrizione in cui le regole possono essere trasferite ma non sono mai state alterate. Questo è il modo in cui Bitcoin consente agli estranei di trasferire denaro elettronico senza intermediari.

Bitcoin è solo un’applicazione della tecnologia blockchain; nel frattempo, la FDA e Watson Health di IBM stanno esplorando la maniera di costruire un “Exchange” dei dati dei pazienti per creare un percorso di verifica di tutte le transazioni per migliorare la trasparenza nel settore sanitario.

Blockchain: le sperimentazioni in ambito pubblicitario

Gli effetti della Blockchain cominciano ad avere un impatto anche sul mondo ad tech.

La società adtech MetaX ha lanciato “adchain“, un utilizzo della tecnologia “a blocchi” per tracciare la creatività e poi seguirla per capire se sia stata vista, chi l’ha vista, dove è effettivamente apparsa, i tassi di conversione, e come il budget è stato speso lungo la catena.

La chiave è che la blockchain e l’adchain, in teoria, consentono a più parti del settore di lavorare senza alcuna dipendenza dai dati di una sola parte, distribuendo lo sforzo. Ad esempio, in ambito ad verification, dove si tratta di capire se un’impression è reale: un acquirente acquista un’impression, che viene crittografata in un blocco e quindi trasmessa ad ogni singolo partecipante della catena. L’impression viene verificata dall’editore, quindi aggiunta al registro. Ognuno nella blockchain ottiene l’evento dell’impression e lo approva.

Su altri fronti il Nasdaq ha annunciato che avrebbe lanciato quest’anno il New York Interactive Advertising Exchange, che consentirà di vendere l’inventario utilizzando la tecnologia blockchain. Sostanzialmente qui i blocchi fanno sì che determinati contratti vengano eseguiti automaticamente, posto che determinate condizioni siano soddisfatte. “Una volta che lo scambio raggiunge una massa critica all’interno del digitale, inizieremo a sostenere i mercati televisivi, stampati, radio e fuori casa”, ha detto a Reuters Lou Severine, il CEO di NYIAX.

Oppure MadHive, un’azienda ad tech, sta ora sviluppando la tecnologia blockchain per la televisione OTT, nel tentativo di fare concorrenza a Google e Facebook. Per MadHive, l’idea è simile all’adchain – gli advertiser potrano seguire un’impression in tempo reale tramite TV Everywhere o altre applicazioni OTT.

Il vero ostacolo allo sviluppo della blockchain in ambito pubblicitario è la necessità di un’omogeneità di vedute. Infatti più fornitori a diversi livelli devono puntare su tale tecnologia per garantire il suo funzionamento: il marchio, l’agenzia, la DSP, l’exchange e l’editore, e ovviamente adesso la maggior parte dei prodotti sono in beta.

Nell’industria pubblicitaria abbiamo visto tante volte come la tecnologia per misurare qualcosa non abbia un’adozione omogenea o particularmente rapida, ma dato che a beneficiarne è tutto il mercato, su questa ci scommetterei!

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