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Come viene generato il traffico fraudolento?

Si parla tanto di inventory fake e dei loro danni per il mercato pubblicitario. Ma quali sono i processi alla base di questo fenomeno? Un’infografica di IAS prova a spiegarlo in maniera intuitiva

di Alessandra La Rosa
17 giugno 2017
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Quello delle inventory fake è uno dei temi dolenti della pubblicità in Programmatic. Ma quali sono i processi alla base di questo fenomeno? Come viene creato il traffico fraudolento e perché genera danni al mercato pubblicitario?

Un’infografica di Integral Ad Science (IAS) prova a spiegarlo in maniera molto intuitiva. Naturalmente ci sono tipi diversi di bot, che funzionano in maniera differente tra loro, ma l’infografica risulta ugualmente utile per capire in maniera basilare il processo.

Secondo la società, gli hacker utilizzano dei codici per creare dei bot che siano capaci di prendere ordini da un centro di controllo. Una volta creati, i bot vengono poi scaricati e installati inconsapevolmente dagli utenti nei loro dispositivi, e a questo punto, dopo aver visitato siti premium ed essere di conseguenza diventati utenti “interessanti” per le aziende, cominciano a visitare siti fraudolenti. Questi stessi siti, che utilizzano ad exchange e ad network per attirare inserzionisti pubblicitari, diventano quindi molto trafficati, ma il loro traffico è soprattutto costituito dai bot, non da utenti reali. Dunque l’inserzionista perde i suoi investimenti, in quanto la sua pubblicità non viene vista da persone vere, e il gestore dei bot riceve un guadagno per il suo operato fraudolento.

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