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Brand safety, 5 big della pubblicità utilizzeranno OpenSlate per verificare i video su YouTube

Dentsu Aegis Network, Omnicom Media Group, IPG, Publicis Media e GroupM adotteranno una nuova soluzione tecnologica per evitare contenuti dannosi nelle pianificazioni sulla piattaforma di Google

di Alessandra La Rosa
11 settembre 2017
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Quello della brand safety è uno dei temi caldi della pubblicità digitale oggi, con le aziende sempre più preoccupate di vedere comparire le proprie campagne accanto a contenuti e contesti non appropriati.

La questione è stata sollevata in particolare all’inizio di quest’anno, quando era scoppiato il caso di una serie di importanti brand che dopo aver acquistato spazi adv su YouTube avevano visto apparire i propri spot accanto a video pro-ISIS o inneggianti odio e violenza. La risposta, in molti casi, era stata quella di sospendere i propri investimenti sulla piattaforma video di Google, rea di non aver saputo controllare a monte la “sicurezza” dei contenuti postati dagli utenti. In effetti, nei mesi successivi allo scoppio del caso, Big G ha provveduto a dotare YouTube di misure più rigide di controllo sui suoi video, e ad affidarsi a controlli da parte di società esterne, ma i suoi tentativi non hanno calmato del tutto i timori degli inserzionisti, preoccupati dei possibili danni di immagine creati dall’accostamento con determinati contenuti.

Di conseguenza, anche le stesse aziende hanno deciso di muoversi, attraverso le proprie centrali media. Sempre più agenzie si sono affidate a società terze, specializzate nella verifica delle inventory.

In primavera, GroupM aveva annunciato di avere avviato una collaborazione con OpenSlate, società di social video analytics che, raccogliendo dati su tutti i contenuti monetizzabili di YouTube, dava un punteggio ai filmati per qualità e brand safety, fornendo agli inserzionisti approfondite informazioni sul contesto dei loro annunci.

Un approccio che sembrerebbe essersi rivelato valido, visto che, dopo il braccio media di WPP, ora anche altre holding hanno deciso di affidarsi a questo operatore. OpenSlate ha infatti annunciato nei giorni scorsi di aver lanciato un nuovo strumento per la verifica della brand safety su YouTube, collaborando con l’agenzia indipendente Horizon Media e con le holding Dentsu Aegis Network, Omnicom Media Group, IPG (tramite IPG Mediabrands e Magna) e Publicis Media, oltre a GroupM.

Ecco come funziona la nuova soluzione: OpenSlate, tramite un’integrazione con l’API di YouTube, raccoglie dati sui 350 milioni di video di YouTube che contengono pubblicità. Finora le aziende avevano usato queste informazioni per lo più per targettizzare le campagne su specifici canali o contenuti; adesso invece potranno fare riferimento ad esse per sapere su quali video sono state erogate le loro campagne, e fare whitelist del tipo di canali e parole chiave dei contenuti su cui far apparire i propri spot.

La società connette informazioni contestuali con i dati sulle aste, riuscendo così a capire quali campagne sono state mostrate accanto a quali video.

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